LA STORIA DEI CANARINI

Con il nome canarino comprendiamo tutte le razze che l’uomo con secoli di allevamento ha derivato dall’originario canarino selvatico.
Il canarino (nome scientifico Serinus canaria) è un uccello dotato di colori vivaci e dall’indole allegra. Il Serinus canaria varietà domestica è la forma addomesticata del Canarino selvatico che in natura si reperisce nelle isole Canarie, nelle Azzorre e a Madeira (la zona cosiddetta Macaronesia). Questi passeriformi, appartenenti alla famiglia dei Fringillidi, sono rinomati soprattutto per le loro capacità sonore.
Originario delle Isole Canarie, il volatile deve il suo nome proprio a questi luoghi, un po’ come succede al Dogo Canario.
L’ANTENATO SELVATICO DEL CANARINO
Il canarino selvatico è il Serinus, progenitore di tutte le razze, che presenta delle differenze rispetto al canarino domestico. Il canarino selvatico misura circa 12 cm, gli esemplari maschi hanno piumaggio giallo-verde con striature più scure, il ventre bianco; ali e coda nere con parti delle penne giallo-ocra; becco e zampe di colore grigio carnicino.
La femmina, invece, presenta il colore giallo, più sbiadito rispetto al maschio, esclusivamente sulla zona facciale e sul codione, le altre parti sono grigio-brune leggermente infiltrate di verde.
Le zone di habitat preferito dal canarino selvatico sono frutteti o aree del sottobosco, nidifica nei cespugli e sugli alberi.
I canarini selvatici presentavano un piumaggio solitamente di colore giallo-verde con striature marroni sulla schiena. Le dimensioni erano leggermente più ridotte rispetto agli attuali esemplari domestici. Il colore del piumaggio era verde con striature giallo-grigio e favoriva la capacità mimetica nell’ambiente.
Nonostante sia stato reso nei secoli un animale domestico, resta pur sempre un volatile il cui habitat è l’aria. Ogni soluzione domestica, quindi, lo costringe ad una vita di prigionia. Se proprio si decide di adottare questo uccellino è opportuno conoscerne le principali esigenze etologiche per assicurargli il giusto benessere.
L’antenato selvatico di questo batuffolo di penne, del peso di circa 20 grammi, viveva libero nelle isole Canarie, Azzorre, Madeira ed era un po’ più piccolo dei canarini attuali. Possedeva un piumaggio a sfondo verde con striature giallo-grigio, che gli permetteva di mimetizzarsi alla perfezione con l’ambiente circostante. Anche lui era già dotato di un canto melodioso.
Un canarino di razza lizard è probabilmente quella più simile ai canarini selvatici. Fu scoperto dagli Spagnoli all’inizio del XV secolo. Essi capirono subito l’importanza commerciale di questo uccellino e cominciarono ad allevarlo per poi venderlo ai signori che desideravano allietarsi col suo canto. Gli spagnoli detenevano il monopolio di questo commercio finché il destino decise di metterci il “becco”. Infatti una nave spagnola naufragò presso l’isola d’Elba. I canarini scampati si rifugiarono sull’isola dove si adattarono perfettamente. Dall’accoppiamento dei sopravvissuti con gli uccellini indigeni nacque una nuova generazione di canarini che i mercanti italiani diffusero in tutta Europa.
LA SCOPERTA E LA DIFFUSIONE DEI CANARINI
Scoperti dagli Spagnoli all’inizio del 1400, questi animali sono stati subito allevati e venduti facilmente grazie alla loro capacità di cantare. La diffusione di questi animali domestici va rintracciata anche nella storia degli Stati Uniti. Nel 1800, infatti, erano adoperati per poter rilevare i gas nocivi all’interno delle miniere di carbone.
Nel corso del 1900, invece, questo animale è diventato sempre più popolare con il celebre personaggio dei cartoni, Titti. Come animali da compagnia, i canarini sono ancora molto diffusi e apprezzati. Vengono allevati da soli, a coppie oppure in piccoli gruppi. Questi animali tendono a vivere fino a 10-15 anni ma potrebbero arrivare fino ai 20.
Per l’alimentazione di questo volatile è necessario assicurare cibo e acqua freschi ognigiorno. Non devono, inoltre, mancare le cure e le attenzioni quotidiane a questo animale. È necessario assicurare un ambiente pulito e la possibilità di eseguire dei semplici esercizi.
LA STORIA DEI CANARINI DOMESTICI
Il canarino domestico prende il suo nome dal luogo dove fu avvistato per la prima volta, le isole Canarie. Sembra che la storia del canarino domestico inizi nel 1402 con la conquista dell’arcipelago delle Canarie ad opera degli Spagnoli i quali conobbero e apprezzarono subito questo grazioso uccellino sia per il suo canto notevole sia per la facilità con cui si abituava alla vita captiva. Il minuscolo alato, denominato “canario” dagli iberici (canarino in italiano), divenne in breve tempo oggetto di un florido commercio e si diffuse pian piano in tutta Europa. I primi canarini si trovavano solo presso i ricchi a causa del loro costo elevato in seguito, la canaricoltura si estese anche alle classi meno agiate.
Il canarino non rimase inosservato per molto tempo dato che il suo canto melodioso ne tradiva la presenza e, infatti, fu notato da un gruppo di navigatori genovesi che nel XIV secolo sbarcarono sulle coste delle isole Canarie.
Lo sbarco dei genovesi fu seguito poco dopo dagli spagnoli, che pensarono di essere stati i primi ad avere scoperto questo simpatico uccello dal canto melodioso; ma i primi canarini di cattura giunsero in Europa solo nel 1402 quando Jean de Bethencourt catturò alcuni esemplari di canarino selvatico e li portò in dono ad Enrico II di Castiglia.
Nel 1493 gli spagnoli avevano conquistato completamente le Canarie, le Azzorre e Madera ed ormai avevano il monopolio sulla cattura dei canarini.
Resisi conto dell’alta possibilità di riproduzione in cattività, poiché anche in gabbia i canarini riuscivano in breve tempo ad ambientarsi e a riprodursi, ne vietarono la cattura e l’esportazione delle femmine.
Questa preminenza degli spagnoli nella riproduzione dei canarini durò, però per poco tempo; infatti verso la fine del XVI secolo, una nave carica di canarini naufragò presso l’isola d’Elba. Moltissimi uccelli si salvarono e si incrociarono con uccelli indigeni del posto come verdoni, verzellini, ecc.., dando vita ad un nuovo ceppo a partire dal quale si diffuse in tutta Europa un cospicuo numero di canarini di grande pregio.
I canarini ebbero talmente tanto successo e diffusione che città importanti, come Norimberga, nel XVII secolo, ebbero leggi per regolamentare l’allevamento e la commercializzazione.
LA PRIMA SELEZIONE DEL CANARINO
La prima selezione del canarino si basò principalmente sulle capacità canore di questo simpatico serinus, solo successivamente si iniziò a lavorare sul colore.
Questo fu il periodo in cui nacque l’Harzer Roller, noto oggi come Harzer, che è caratterizzato dal canto a becco chiuso.
Un secolo dopo, invece, si diede inizio alla ricerca del colore e poi della postura particolare. In questa seconda fase della selezione al canarino verde-giallo con una taglia di circa 12-13 cm si cominciarono a preferire i canarini gialli, poi bianchi e poi le taglie notevoli e le particolarità di forma e di posizione che portarono alla nascita di nuove razze.
Successivamente con l’ibridazione con il cardinalino del Venezuela comparve il colore rosso. Dalla Spagna il canarino si diffuse ben presto in Olanda, Italia e Inghilterra. Nel secolo passato la maggiore diffusione del canarino si ebbe in Germania specialmente in Sassonia (da cui la denominazione “canarino sassone”).
Oggi come tutti sanno il canarino, con le sue numerosissime razze, è il volatile da gabbia più diffuso al mondo.
L’ALLEVAMENTO DEL CANARINO
Il Canarino (Serinus canaria) è senza dubbio il l’uccello domestico più conosciuto e più allevato, sia da alleatori professionisti che da appassionati ornitofili. Il canarino è addomesticato fin dal 1600 ed allevato in maniera “intensiva” a partire dal secolo successivo: in oltre 400 anni di vita in ambiente controllato ha dato origine a decine di razze e centinaia di varietà suddivise in tre gruppi principali: Canarini da canto, di colore e di forma e posizione.
I Canarini vengono allevati sia a scopo ornamentale che come animali d’affezione, ma anche a scopo sportivo, ossia per partecipare ad esposizioni, in maniera non dissimile da altri animali domestici come i cani o i gatti. È fatto assodato che i Canarini siano animali perfettamente adattati alla vita captiva e incapaci di sopravvivere fuori dall’ambiente artificiale: sono infatti pochissime le segnalazioni di rinselvaticamento di esemplari di questa specie accidentalmente fuggiti.
GLI USI DEI CANARINI
Tenere dei canarini, per il loro aspetto e il loro canto, è una tradizione vecchia di secoli
I canarini erano un tempo regolarmente usati nelle miniere di carbone, come primitivo sistema di allarme. La presenza di gas tossici nelle miniere, come il monossido di carbonio, avrebbe ucciso i canarini prima ancora di avere effetto sui minatori. Poiché i canarini tendono a cantare per gran parte del tempo, fornivano a questo scopo un segnale visibile e udibile. L’uso dei canarini nelle miniere britanniche non venne abbandonato prima del 1986. I canarini sono spesso ritratti nei cartoni animati, dove vengono molestati dai gatti domestici; il più famoso canarino dei cartoni animati è Titti.
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